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In caso di variazione di uno degli elementi indicati nella dichiarazione di inizio attività o se si deve chiudere la partita Iva, è necessario compilare lo stesso modello AA7 e presentarlo ad un qualsiasi ufficio entro 30 giorni dalla data di variazione/cessazione dell’attività con le stesse modalità previste per l’inizio attività. Nei modelli deve essere indicato il codice dell’attività economica che si intende avviare, presente all’interno della tabella dei codici attività "Codifica automatica dell’attività economica Ateco2007".
Non esiste una procedura di sospensione della partita Iva che consenta di interrompere temporaneamente tutti gli obblighi. Ovviamente non è vietato interrompere l'attività se necessario, però si suggerisce, se l'interruzione dovesse prolungarsi oltre l'anno, di chiudere la partita Iva e poi riaprirla.
Normalmente, i contribuenti forfettari non addebitano l'Iva ai clienti e, quindi, non hanno l'obbligo di versarla. In alcuni casi, però, come gli acquisti da fornitori dell'Unione Europea o acquisti da fornitori italiani con applicazione del "reverse charge", i contribuenti forfettari dovranno calcolare l'Iva dovuta sull'operazione e versarla, con F24, entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Ovviamente, il nostro software vi assiste anche in questa operazione, arrivando a compilare il modello F24 da presentare per il pagamento.
I contribuenti che hanno aderito al regime forfettario sono esonerati per legge dall'obbligo di versamento dell'Irap.
I contribuenti forfettari che superano la soglia di compensi di 65.000 euro dovranno uscire dal regime agevolato dal 1° gennaio dell'anno successivo. Lo stesso accade se non si dovesse rispettare uno o più degli altri requisiti di accesso.
I contribuenti forfettari pagano l'imposta sostitutiva del 15%. Se l'attività è nuova, per i primi 5 anni si paga l'imposta agevolata del 5%.
Il regime forfettario non ha limiti di tempo, potrai rimanervi finché manterrai le condizioni necessarie.
Il calcolo dell'imposta sostitutiva da versare all'Erario è molto semplice ed è il seguente: (Incassi dell'anno) x (% di redditività) - (contributi previdenziali pagati) x (15%) (oppure 5% per le nuove attività).

La fattura emessa dai forfettari verso clienti italiani dovrà riportare la seguente dicitura:

"Operazione senza applicazione dell'Iva ai sensi dell'articolo 1, comma 58, Legge n. 190/2014, regime forfettario"

a cui aggiungere, per i compensi normalmente soggetti a ritenuta:

"Si richiede la non applicazione della ritenuta alla fonte a titolo d'acconto come previsto dall'art. 1, comma 67, Legge n. 190/2014".

Se l'importo della fattura dei forfettari supera l'importo di 77,47 Euro bisognerà apporre la marca da bollo da 2 Euro sull'originale da consegnare al cliente, riportando la dicitura: "Imposta di bollo assolta sull'originale". La data stampigliata sulla marca da bollo dovrà essere pari o precedente alla data della fattura. Se il contribuente forfetario emette la fattura elettronica, allora: - la fattura dovrà riportare la dicitura "Bollo assolto in modo virtuale; - il contribuente dovrà versare l'imposta di bollo entro il giorno 20 del mese successivo alla fine del trimestre solare; nell'area riservata del sito dell'agenzia delle entrate, il contribuente troverà indicato l'importo da versare e le modalità di versamento.
Il contribuente forfettario che effettua cessioni di beni o servizi verso soggetti passivi Iva dell'Unione Europea, non effettua un'operazione intracomunitaria ma un'operazione interna. La dicitura sarà la stessa delle cessioni interne: "Operazione senza applicazione dell'Iva ai sensi dell'articolo 1, comma 58, Legge n. 190/2014, regime forfettario". Inoltre il contribuente forfettario non presenta il modello Intrastat.
Il contribuente forfettario non presenta il modello Intrastat sulle vendite o sugli acquisti.
Solo quando supera la soglia annua di 10.000 Euro di acquisti il forfettario dovrà versare l'Iva relativa entro il 16 del mese successivo al ricevimento della fattura.
Il contribuente forfettario che acquista un bene o un servizio da un fornitore dell'Unione Europea deve, solo dopo aver superato la soglia annuale di € 10.000 di acquisti, pagare l'Iva, calcolata sull'importo netto indicato in fattura, entro il giorno 16 del mese successivo.
Il contribuente forfettario che effettua esportazioni di beni (quindi verso Paesi Extra UE) deve indicare in fattura la seguente dicitura: "Operazione non imponibile ai sensi dell'art. 8 Dpr 633/1972".
No, i forfettari continuano a godere della detrazione fiscale per carichi di famiglia.
Purtroppo, nonostante l'imposta si calcoli sui ricavi incassati, sarà comunque necessario:
a) conservare le fatture e tutte le altre ricevute di spesa attinenti l'attività;
b) riepilogare alcune tipologie di spesa che il Fisco vuole che siano indicate nel modello Unico.
No, il forfettario non è un "sostituto d'imposta" e, quindi, paga le fatture ai professionisti senza indicazione della ritenuta d'acconto. Dovrà, però, riepilogare questi acquisti nel quadro RS del modello Unico.
Pur avendo i requisiti per aderire al regime forfettario, ogni contribuente può optare per il regime ordinario. Tale scelta, secondo la legge, è vincolante per un triennio, mentre con circolare del 2018, l'agenzia delle entrate ritiene che questo vincolo non si applichi.
A coloro, invece, che dopo aver aderito al regime ordinario, avendone i requisiti, decidono di optare per il regime forfetario, non si applicherà alcun vincolo temporale e potranno in ogni momento aderire al regime forfetario.
Le fatture consegnate ai clienti devono essere numerate a partire dal numero 1 e interrompendo la numerazione il 31 dicembre di ogni anno. I numeri devono essere tutti successivi e senza "buchi" (per esempio non è corretto il seguente comportamento: fattura numero 31, 32, 34). La corretta successione dei numeri deve andare di pari passo con la corretta successione delle date (per esempio non è corretto il seguente comportamento: fattura n. 18 del 5 aprile 2016, fattura n. 19 del 31 marzo 2016).
Il contribuente che decida di passare dal regime ordinario a quello forfettario dovrà rettificare l'Iva detratta sui beni che porta nel regime agevolato (quindi, dovrà versare una parte dell'Iva già detratta all'epoca dell'acquisto). Dovrà anche valutare eventuali rettifiche ed aggiustamenti ai fini delle Imposte Dirette, per evitare salti o duplicazioni d'imposta.
L'imposta di bollo di 2 euro è dovuta per importi maggiori di 77,47 euro nei seguenti casi di non applicabilità dell'Iva:
1) Fuori campo Iva per mancanza del requisito oggettivo o soggettivo (artt. 2, 3, 4, 5 Dpr 633/72)
2) Fuori campo Iva ex artt. da 7-bis a 7-septies Dpr 633/72 per mancanza del requisito della territorialità
3) Non imponibili per cessioni ad esportatori abituali che emettono la dichiarazione d'intento ex art. 8, comma 1, lett. c) Dpr 633/72
4) Non imponibili in quanto operazioni assimilate alle cessioni all'esportazione ex art. 8-bis Dpr 633/72
5) Non imponibili in quanto servizi internazionali o connessi agli scambi internazionali ex. art. 9 Dpr 633/72
6)Esenti ex art. 10 Dpr 633/72
7) Escluse ex art. 15 Dpr 633/72
8) Fatture emesse dai contribuenti in regime dei minimi o forfettario

Sono invece esenti da bollo le fatture relative:
a) alle cessioni all'esportazione ex art. 8 comma 1 lett. a) e b)
b) alle operazioni intracomunitarie
c) alle operazioni in reverse charge
I contribuenti forfetari non sono sostituti d'imposta eccetto che per i redditi di lavoro dipendente e assimilati. Quindi, nel caso il contribuente forfetario assuma un lavoratore dipendente dovrà trattenere e versare le ritenute fiscali.
Ai soli fini informativi, nel modello Unico il contribuente forfetario deve riepilogare le seguenti spese:

IMPRESA
- n° giornate retribuite a dipendenti e collaboratori;
- n° veicoli posseduti;
- costo materie prime e sussidiarie, semilavorati, merci, lavorazioni effettuate da terzi, servizi strettamente correlati alla produzione di ricavi;
- canoni di locazione finanziaria e non finanziaria di beni immobili e mobili, canoni di noleggio di beni immobili e mobili;
- spese carburante.

PROFESSIONISTA
- n° giornate retribuite a dipendenti e collaboratori;
- compensi pagati a terzi per attività direttamente afferenti la professione;
- spese telefono, cellulare, energia elettrica, carburanti.